Covid-19, una nazione sul lastrico

Era la sera del 9 marzo 2020 quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, pressato dall’urgenza dei fatti, con un nuovo decreto ministeriale afferma il lockdown. Quella stessa sera l’Italia senza saperlo entrava nella più grande crisi economica dal dopoguerra ad oggi. Due giorni dopo l’Organizzazione mondiale della sanità sentenzia: è pandemia.

L’Italia guadagna il quarto posto nel mondo per numero di decessi (34.079) dopo il Brasile (37.134) il Regno Unito (40.597) e gli Stati Uniti (110.770). Nella Nazione il maggior numero di decessi è stato registrato in Lombardia (fino ad oggi 16.334). Il primo caso di contagio è stato rilevato a Codogno, un piccolo comune della provincia di Lodi.

Con il lockdown moltissime imprese quali ristoranti,bar,uffici pubblici e privati sono state costrette ad abbassare le loro saracinesche. Le poche attività che hanno avuto la possibilità (secondo il decreto) di restare aperte si sono trovate a fronteggiare una crisi dalle immense proporzioni. Con i confini nazionali sbarrati e il 90% della popolazione chiusa in casa il primo settore a crollare è stato il turismo: hotel, case vacanze, campeggi e villaggi si sono svuotati e resi ben presto conto di non essere in grado, nella maggior parte dei casi, di riuscire a fronteggiare un’emergenza di queste proporzioni. Non pochi sono stati i casi di imprese costrette alla chiusura per bancarotta e consumatori caduti in miseria per la perdita del proprio posto di lavoro.

A tre mesi di distanza il 3 giugno l’emergenza sembra essersi ridotta e con le dovute cautele e raccomandazioni il Governo emana la fine definitiva del lockdown. Un sospiro di sollievo si innalza dai pescherecci siciliani e prosegue attraversando i Bronzi di Riace, passando accanto alle terre del Cilento, ammirando il varco di San Pietro e prosegue ancora, tra gli Appennini, i colli toscani, le Cinque Terre fino a toccare la Madonnina e da lì avvolgendo l’intera nazione. È l’Italia che avanza!

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