Luca Palamara, libro-intervista di Alessandro Sallusti

Luca Palamara ex magistrato ed ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura, il più giovane presidente dell’ANM da maggio 2008 a marzo 2012, nonché il 19 settembre 2020 il primo ex presidente della storia dell’ANM ad esserne espulso si affida alla penna di Alessandro Sallusti giornalista e opinionista italiano, dal 2010 direttore responsabile del quotidiano il Giornale per un libro-intervista “IL SISTEMA” dove emergono le verità sulle nomine dei Magistrati, le interferenze della politica e in che direzione debbano evolvere i processi.

Con questi libro-intervista Luca Palamara sta scatenando una bufera all’interno della Magistratura dopo anni di correnti per lo spartimento delle poltrone.

Di seguito un estratto per comprendere al meglio la guerra senza esclusione di colpi, pur di farlo fuori dalla Magistratura, dopo aver fatto, a suo dire, “il colpo della vita” riuscendo nella “conquista del vertice della magistratura italiana” con l’elezione dei suoi candidati alle due più alte cariche della Corte di Cassazione.

“Vado a trovare il procuratore capo Giuseppe Pignatone – dice Palamara – che viveva, per motivi di sicurezza, in un triste bilocale dentro una caserma dei Carabinieri. Pignatone aveva seguito tutta la vicenda e sapeva nei dettagli quello che avevo fatto e con chi l’avevo fatto. Mi accoglie con una confidenza inconsueta, ricordo perfettamente le sue parole: ‘Complimenti, hai fatto una cosa epocale’. Parliamo per oltre un’ora e, al momento del congedo, fa due cose che non aveva mai fatto in tanti anni di frequentazione assidua: mi guarda diritto negli occhi come solo un siciliano sa fare e mi abbraccia. Io esco sul pianerottolo per chiamare l’ascensore, lui sulla porta mi dice: “Scusa Luca, dimenticavo, ti devo dire una cosa: con la Guardia di Finanza abbiamo fatto degli accertamenti su un albergo e risulta che una notte tu hai dormito lì con una donna che non è tua moglie”. Io resto impietrito qualche secondo, poi mi viene un: “Scusa? Grazie che me lo dici, ma arriviamo a questo, a con chi dormo?”.

‘No, è che stiamo indagando sul tuo amico Fabrizio Centofanti  e c’è il sospetto che lui abbia sostenuto le tue spese’. E io: ‘Ma che dici, pensi che abbia bisogno di qualcuno che mi paghi una stanza d’albergo? Sono in grado di giustificare ogni mia spesa, lui mi ha garantito solo riservatezza’. Lo vedo imbarazzato: ‘No, certo che no. Ma è una situazione delicata, vedremo, vedremo… Ne parleremo con calma”. Entro in ascensore, le porte si chiudono. Il primo pensiero – io amo la sintesi – è semplice: ‘Sono finito’. Ci sono tutti gli elementi dell’imboscata fatale: il magistrato, l’amante, l’imprenditore famoso che finisce nei guai. Nel giorno del mio massimo successo, il ‘Sistema‘, con la faccia gentile di Pignatone, mi annuncia che sono arrivato al capolinea”

“In quel momento mi preoccupo solo di una cosa. Io ho moglie e figli, mi chiedo come e quando questa vicenda sarà pubblica e che impatto avrà sulla mia famiglia. Il giorno dopo chiamo la donna che era con me quella sera in hotel e la cui privacy volevo ugualmente tutelare a ogni costo, mangiamo una pizza insieme e le dico: Mi spiace, è finita”. E lei: Ma perché, cosa ho fatto di male?”. La gelo: Non è finita per te o per noi, è finita per me”.

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